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Seminario Vescovile Giovanni XXIII
Nato per volontà della Chiesa per preparare preti di Cristo tra gli uomini
L’invenzione del seminario è una delle "trovate" più indovinate del Concilio di Trento, conclusosi nel 1564. I vescovi si erano accorti, discutendo in tale concilio, che una delle cause più consistenti della mancanza di cura pastorale nelle parrocchie era esattamente la mancanza di preti educati a "fare il prete" che sta in parrocchia, a servizio della gente. Per questo compare il concilio di Trento nel graffito che, all’ingresso del seminario, ne illustra la storia.

Il vescovo di Bergamo, Federico Cornaro, appena tornato dal concilio, nel 1567, affitta una casa presso S. Pancrazio e raccoglie i primi seminaristi. Pochi anni dopo, nel 1573, si cambia sede: presso l’edificio che sarà chiamato "seminarino" si trasferiscono i seminaristi, che diventano pian piano sempre più numerosi. S. Carlo Borromeo, il grande cardinale arcivescovo di Milano che insiste sulla riforma tridentina e la attua con fermezza, visita il nostro seminario e vi lascia alcune regole. La vita del seminario prosegue sviluppandosi nel numero degli alunni, e soprattutto qualificandosi nell’educazione: si intensificano gli sforzi nel settore spirituale, nella formazione culturale, nella disciplina. E’ significativa soprattutto la presenza del vescovo Gregorio Barbarigo, che verrà proclamato santo. Già alla fine del secolo XVIII (1794) il seminario risulta insufficiente. Perciò una parte degli alunni scende nell’ex monastero dei Celestini, in città bassa.

Ma nel 1821 finalmente si può respirare con più ampiezza. La generosità del nobile canonico Marco Celio Passi permette di acquistare alcuni edifici intorno alla chiesa si S. Maria in monte Santo, che era stata costruita dalla città come voto per la peste del 1630. Così tutto il seminario si riunisce e vive sul colle di S. Giovanni in Arena. L’aumentato numero dei seminaristi induce monsignor Adriano Bernareggi a costruire nel 1934 a Clusone un seminario per i piccoli delle medie.
Ma anche l’edificio di Bergamo inizia a mostrare i segni del tempo. Alla fine degli anni 50 il vescovo Giuseppe Piazzi sente così l’urgenza di riedificare il seminario, armai fatiscente. Accompagna tale iniziativa la benedizione di papa Giovanni XXIII, l’antico alunno e professore del seminario stesso, Angelo Giuseppe Roncalli. La morte del vescovo monsignor Piazzi non interrompe l’opera che viene continuata e conclusa nel 1967 dal vescovo successore monsignor Clemente Gaddi. Aiuta e consiglia nell’opera il bergamasco cardinale Gustavo Testa.
 
 
ASSOCIAZIONE "AMICI DEL SEMINARIO"
"Perché ogni comunità abbia il suo pastore…"
 
Nata con lo scopo di raccogliere in una "grande famiglia" i sacerdoti, i seminaristi, le "zelatrici"; i giovani e gli adulti che hanno trascorso parte della giovinezza in seminario, le loro famiglie, tutti coloro che hanno a cuore il seminario e, con esso, l’impegno della Chiesa a non lasciare le sue comunità prive dei loro pastori.
 
Finalità
  • pregare per le vocazioni, ogni giorno, personalmente. Ma anche con altre persone, in un appuntamento mensile che potrebbe essere organizzato anche nella tua comunità;
  • circondare di attenzione, simpatia, sostegno il Seminario ed il suo impegno nel discernimento vocazionale e nella formazione dei futuri pastori delle nostre comunità cristiane;
  • portare nelle nostre famiglie il gusto della vita come vocazione.
ASSOCIAZIONE "AMICI DEL SEMINARIO"
Presso Opera S. Gregorio Barbarigo
Via Arena, 11 – 24129 Bergamo
Tel. 035 - 286.287
 
 
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