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La chiesa all'ospedale dedicata a San Giovanni XXIII apre alla città dal 25 giugno







La chiesa dedicata a San Giovanni XXIII apre alla città dal 25 giugno e per l'occasione si è svolto il convegno di presentazione della nuova Chiesa San Giovanni XXIII dell’ospedale di Bergamo promosso dalla Diocesi, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII, con la Parrocchia di San Giuseppe e con il Comitato per la chiesa.
 
 
Da giovedì 28 giugno a domenica 29 giugno dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.30 sarà possibile visitare, solo su prenotazione, la chiesa accompagnati dalle guide della Fondazione Adriano Bernareggi. 
 
 
 
 
La solenne celebrazione della dedicazione sarà invece il prossimo 11 ottobre, prima memoria liturgica del nuovo Santo, giorno dell’anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II.
 
È giunto al termine il percorso che ha portato alla realizzazione della chiesa dedicata a San Giovanni XXIII, sorta nei pressi del prestigioso ospedale cittadino.
Si tratta di un’ulteriore tappa che si inserisce nella lunga storia che dall’Ospedale di San Marco ad oggi ha visto la comunità bergamasca impegnata nella cura e nei servizio ai malati e ai più fragili.
Una forma di carità che oggi, nell’era della scienza medica e della tecnologia al servizio della cura e dell’assistenza, non ha perso le caratteristiche di opera corale capace di coinvolgere un’intera città. Ancora una volta l’ospedale si è confermato non solo come luogo di diagnosi e di cura, di rigorosa applicazione scientifica e d’ineccepibile professionalità medica, ma anche come il luogo di accoglienza e accompagnamento di “persone” che, più che in altri momenti, si trovano di fronte al senso del limite fisico e psicologico che si trasforma in dolore.
 
Il progetto dell’ospedaledi Bergamo, finanziato con risorse pubbliche, prevedeva secondo le norme vigenti la realizzazione di alcuni spazi a servizio dei diversi culti. Accanto a questo doveroso adempimento, che garantisce uno spazio di riflessione e di culto alle diverse confessioni e posizioni personali di fronte alla vita, si è voluto tener conto delle radici di questa terra e cioè del particolare radicamento cristiano nel tessuto sociale bergamasco.
Si è avvertito il bisogno di un luogo nel quale le attese e le speranze della comunità cristiana trovassero esplicita voce, un luogo che, in certo modo, si facesse carico di tradurre ed attualizzare le attese e le speranze che hanno accompagnato la lunga storia dell’ospedale.
 
Di qui l’idea, dapprima affacciatasi timidamente ma poi subito accolta da tutte le istituzioni del nostro contesto civile (Regione, Comune di Bergamo, Provincia di Bergamo, Diocesi e Azienda ospedaliera) di costituire un comitato che promuovesse e accompagnasse questa realizzazione, interpretando le esigenze, i sentimenti e le attese della comunità bergamasca.
Nacque così il “Comitato per l’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo”, ufficializzato con atto notarile il 24 ottobre 2007, sotto la presidenza di Mario Ratti.
Grazie al pieno e immediato accordo con Regione Lombardia fu individuato il terreno ove ora sorge la chiesa, all’ingresso dell’Ospedale. Un’area che resta di proprietà regionale, ceduta in diritto di superficie per 99 anni alla Diocesi e da questa alla parrocchia di San Giuseppe lavoratore, nel quartiere del Villaggio degli Sposi in cui sorge l’Ospedale.
La Conferenza Episcopale Italiana ha aderito con convinzione al progetto, destinando alla realizzazione della chiesa un importante contributo derivante dal fondo “otto per mille”.
 
Analogamente, con immediatezza e proseguendo nel sostegno alle istituzioni ospedaliere che fin dalle sue origini l’hanno caratterizzata, ha generosamente risposto la Fondazione della Banca Popolare di Bergamo.
Con la firma degli stessi progettisti del nuovo Ospedale, Aymeric Zublena, Pippo e Ferdinando Traversi, con l’innovazione tecnologica portata da Italcementi spa e con le opere di tre artisti di grande valore (Andrea Mastrovito per le absidi, Stefano Arienti per le decorazioni murarie e per il portale, Fernando Frères per la via crucis), la chieda dedicata a San Giovanni XXIII s’impone non solo come luogo di fede e di elevazione spirituale, ma come gemma della fertile terra lombarda, culla di arte e cultura. 
 
 
(per richiedere le foto in alta risoluzione contattare web@curia.bergamo.it)
 
 
 
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