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On line la circolare "Per una sapiente accoglienza"







"Viviamo in un tempo in cui anche la nostra terra bergamasca, segnata e fecondata da una lunga storia di cristianesimo, entra sempre più in contatto con espressioni di fede e di religiosità molto differenti tra loro: gruppi di preghiera che sottolineano un particolare aspetto della spiritualità cristiana, uomini e donne di confessioni cristiane diverse da quella cattolica, ma anche di religioni diverse da quella cristiana e con cammini di fede o forme di ricerca del sacro, talvolta anche segnate da sincretismo, non sempre facilmente accostabili e comprensibili. 
 
Se da una parte desideriamo come credenti in Gesù non rinunciare all’ascolto e al dialogo con tutti, allo stesso tempo siamo consapevoli di quanto sia difficile il discernimento dei contenuti e delle prassi di così diverse appartenenze religiose che non possono essere messe tutte sullo stesso piano.
 
A volte esse sottolineano sfumature arricchenti della stessa passione per il Vangelo. Ci accomunano la fede in un unico Dio o la sincera ricerca della trascendenza e l’attenzione ai poveri.
Altre volte invece sono strade in cui la ricerca di Dio naufraga in forme che non soddisfano la fame di verità che le ha suscitate.
Le nostre comunità cristiane incontrano in diverso modo queste realtà così variegate.
 
Una questione rilevante che interroga la nostra pastorale è rappresentata dalla richiesta di ospitalità in Chiese o locali parrocchiali (spesso all’interno degli Oratori) o di Istituti religiosi.
Il discernimento e la conseguente decisione circa la possibilità e l’opportunità di tale accoglienza, è particolarmente delicato perché chiede alla comunità cristiana di trovare modalità per integrare l’accoglienza della diversità con la fedeltà alla testimonianza del Vangelo della carità. Inoltre, tale scelta, che manifesta agli occhi dei gruppi interessati un’immagine della Chiesa cattolica, ha anche risvolti importanti sul piano del dialogo ecumenico.
 
Come Uffici per l’Ecumenismo, il Dialogo Interreligioso e la Pastorale dei Movimenti Religiosi Alternativi vorremmo pertanto fornire alcune linee di orientamento circa le possibili richieste, offrendo alcuni criteri generali che andranno di volta in volta adattati alle situazioni particolari dialogando, oltre che con il gruppo che ne faccia richiesta, anzitutto con la comunità cristiana locale, il consiglio presbiterale vicariale e gli uffici di curia menzionati, in modo da favorire la maturazione di decisioni ponderate, condivise e fruttuose."
 
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