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14 maggio - La statua della Madonna di Fatima nella Cattedrale di Bergamo







Era il 13 maggio 1917 quando, a tre giovani pastorelli di Cova da Iria, una località vicino alla cittadina di Fatima, apparve Maria. Per celebrare questo centenario la diocesi di Bergamo, domenica 14 maggio, accoglie la statua della Madonna di Fatima, pellegrina tra le Cattedrali lombarde, che giungerà dal Duomo di Milano dove sarà sabato 13. 
 
Verrà accolta dal nostro Vescovo Francesco che alle 10.30 celebrerà la Santa Messa. Sarà possibile venerare la sacra immagine e pregare personalmente la Madonna fino alle ore 16.30. Poi ripartirà. Durante la giornata ci saranno due momenti di preghiera comunitaria, alle ore 12 e alle ore 16.
 
La significativa ricorrenza centenaria dell’apparizione della Madonna a Fatima vedrà inoltre Papa Francesco pellegrino a Fatima dove sabato 13 proclamerà Santi Francesco e Giacinta Marto. Così ha commentato il Santo Padre: “Si tratta di fare l’esperienza della presenza d’amore di Dio: in questo la devozione alla Madonna ci aiuta ad assaporare Dio come la realtà più bella dell’esistenza umana. Guardate Lei e lasciatevi guardare da Lei per imparare a essere più umili e anche più coraggiosi. È una Madre che ci prende per mano e ci insegna a crescere nell’amore di Cristo e nella comunione fraterna. Oggi, contemplando la vita umile eppure gloriosa dei pastorelli, ci sentiamo spinti ad affidarci, anche noi, alle premure della stessa Maestra”.
 
E il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, così ha commentando la presenza della statua della Madonna di Fatima nella nostra terra lombarda: “Guardando a Maria impariamo a credere alla possibilità dell’impossibile e a fare della nostra vita una testimonianza contro la rassegnazione e la tristezza cantando l’alleluia di Pasqua”.
 

 
I PAPI E FATIMA
 
Nello stesso giorno, il 13 maggio di diciassette anni fa, nel Giubileo del 2000, Papa Giovanni Paolo II celebrava la beatificazione dei due pastorelli. Quel giorno venne anche reso pubblico il testo del terzo segreto di Fatima che suor Lucia, la terza veggente vissuta fino al 2005 a 98 anni, aveva consegnato al suo vescovo diocesano e poi dato a Papa Giovanni XXIII. Francesco invece morì a causa della febbre spagnola il 4 aprile 1919 e Giacinta dieci mesi più tardi, il 20 febbraio 1920, dopo molte sofferenze, sola, in un ospedale di Lisbona. Il processo per la beatificazione di Suor Lucia si è concluso il 13 febbraio scorso.
 
Nel 1917 la Prima Guerra Mondiale stava infuriando e Papa Benedetto XV chiese a tutti i Cristiani di implorare la Beata Vergine Maria per ottenere la pace stabilendo che l’invocazione “Regina della Pace, prega per noi” fosse aggiunta nelle Litanie: “A Maria, che è Madre di Misericordia ed onnipotente per grazia, fa che si levi un appello amoroso e devoto da tutti gli angoli della terra – dai nobili templi alle più piccole cappelle, dai palazzi reali e le magioni dei facoltosi alle capanne più povere – dalle pianure e dai mari coperti di sangue. Che esso porti a Lei il lamento angosciato delle madri e delle mogli, i pianti dei piccoli innocenti, i sospiri di tutti i cuori generosi: che la Sua più tenera e benigna sollecitudine possa muoversi a compassione e che la pace che chiediamo per il nostro mondo concitato, possa infine essere ottenuta”. Otto giorni dopo la Vergine Maria apparve a Fatima.
 
Pio XII, divenuto Papa nel marzo 1939 (che per coincidenza era stato consacrato Vescovo proprio il 13 maggio 1917, data della prima apparizione della Madonna a Fatima) fu il primo a parlare ufficialmente di Fatima, quando nel 1940, citò per la prima volta in un testo Pontificio ufficiale, con la sua enciclica Saeculo Exeunte, scritta per incoraggiare la Chiesa in Portogallo ad aumentare la sua attività missionaria. Nell’ottobre del 1942, in risposta ad un messaggio inviatogli dalla veggente Suor Lucia nel 1940, Papa Pio XII consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria e il 4 maggio 1944 fece istituire la Festa del Cuore Immacolato di Maria. Nel 1946, il Cardinale Masella, in veste di Legato personale del Santo Padre, incoronò la Madonna di Fatima “Regina del mondo”.
 
Papa Giovanni XXIII, invitato, quand'era ancora Cardinale Patriarca di Venezia, a presiedere il grande pellegrinaggio del 13 maggio 1956, iniziò la sua omelia con le seguenti parole: “Ancora bambino, contemplavo nell'umile chiesa del mio paese e del mio battesimo, due bei quadri sull'altare della Madonna: quello del Cuore di Gesù e quello del Cuore di Maria. È una grande ventura per me essere venuto a Fatima, per comprendere meglio la vicinanza di quei due quadri e apprezzarli con una gioia che sento fatta di tenerezza e devozione”. Eletto Papa, nel marzo 1959 cominciava una lettera-messaggio all'Azione Cattolica portoghese, evocando “il Santuario di Fatima, sempre caro al nostro cuore e del quale conserviamo i migliori e dolci ricordi”.
 
Papa Paolo VI mandò in dono una rosa d’oro alla Madonna di Fatima.
 
Papa Giovanni Paolo II ebbe un particolare legame dipeso soprattutto dalla coincidenza che lo segnò profondamente: l'attentato di cui fu vittima avvenne il 13 maggio 1981. Il Santo Papa è sempre stato convinto di essere stato salvato da Maria, tanto che volle che il proiettile che lo ferì fosse incastonato all’interno della corona che porta la Madonna a Fatima.
 
Papa Benedetto XVI, nel decimo anniversario della beatificazione di Francesco e Giacinta, nel 2010, si recò pellegrino al Santuario di Fatima. Nella sua omelia di quel 13 maggio disse: “Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa. Qui rivive quel disegno di Dio che interpella l’umanità sin dai suoi primordi: «Dov’è Abele, tuo fratello? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!» (Gen 4). L’uomo ha potuto scatenare un ciclo di morte e di terrore, ma non riesce ad interromperlo. Nella Sacra Scrittura appare frequentemente che Dio sia alla ricerca di giusti per salvare la città degli uomini e lo stesso fa qui, in Fatima. Con la famiglia umana pronta a sacrificare i suoi legami più santi sull’altare di gretti egoismi di nazione, razza, ideologia, gruppo, individuo, è venuta dal Cielo la nostra Madre benedetta offrendosi per trapiantare nel cuore di quanti le si affidano l’Amore di Dio che arde nel suo. In quel tempo erano soltanto tre, il cui esempio di vita si è diffuso e moltiplicato in gruppi innumerevoli per l’intera superficie della terra, in particolare al passaggio della Vergine Pellegrina. Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle Apparizioni affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Santissima Trinità. In ogni caso il Signore è più forte del male e la Madonna per noi è la garanzia visibile, materna, della bontà di Dio, che è sempre l’ultima parola nella storia”.
 
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