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Presentato il calendario pastorale diocesano 2017-2018







E' stato presentato durante l'Assemblea del Clero dei 7 giugno il nuovo calendario pastorale diocesano 2017-2018 nel quale vengono indicati gli impegni di rilevanza diocesana, gli eventi nei quali la presenza del vescovo assume un particolare significato di condivisione e di unità per la nostra Chiesa di Bergamo, i temi che caratterizzano alcune giornate.
 
Per le altre numerose e variegate attività proposte dai singoli settori pastorali della Curia o dai diversi organismi diocesani si rimanda al calendario dettagliato presente sul sito diocesano sito ufficiale e alla newsletter quindicinale che metterà in evidenza via e-mail gli appuntamenti più significativi.
 
 
“Non viviamo un’epoca di cambiamento, ma un cambiamento d’epoca”
(Papa Francesco)
 
La condizione è il cambiamento. l’appello è: stare, da preti, nel cambiamento. noi siamo destinatari di mille attese che poi diventano richieste molto concrete e qualche volta an- che pretese. avvertiamo però che le persone - anche quelle a volte un po’ più brutali - ci avvicinano vedendo in noi la possibilità di individuare una risposta che sembra oggi in- trovabile. È la risposta al senso di tutto ciò che facciamo, di ciò che diciamo, dei momenti che attraversiamo, di quello che siamo. credo che stiamo da presbiteri nel cambiamento nella misura in cui siamo capaci - alla luce proprio della nostra esperienza di cristo - a riconsegnare di volta in volta, sempre in maniera nuova, il significato delle cose, della vita, dei grandi passaggi esistenziali.
Una risignificazione, cioè una consegna di significato che vogliamo alimentare a partire da uno sguardo simpatico sulla realtà. non possiamo offrire questo servizio nel cam- biamento turbolento se il nostro sguardo è appesantito, se il nostro sguardo è sempre sospettoso, addirittura se il nostro sguardo è ostile nei confronti della realtà. uno sguardo simpatico ci permette di entrare in una relazione in cui può rinascere la consapevolezza gioiosa del senso delle cose.
 
Uno sguardo simpatico che è fatto anche dal riconoscimento di ciò che il signore fa intorno a noi e non solo in noi. se dobbiamo offrire il servizio del discernimento offriamo anche il servizio del riconoscimento: del riconoscere l’opera di dio, i segni di dio che stanno non solo in noi, non solo nei nostri confini, ma nei confini della storia e della vita di ognuno.
 
stiamo nel cambiamento mantenendo o riprendendo l’iniziativa. penso alle moltissi- me e incalcolabili “iniziative” che ognuno di voi ha intrapreso e intraprende come pastore. Vedendo ognuno dei vostri volti, vedo anche particolari iniziative oltre la vita normale delle nostre comunità. qui non si tratta di “fare iniziative”, ma di “rinnovare l’iniziativa” cominciando da noi, cominciando da come apriamo una nostra giornata. È qualche cosa che ha a che fare con la nostra interiorità, che a volte è stanca e provata, qualche volte è anche un po’ impigrita. sono mille le giustificazioni. ma staremo nel cambiamento senza affanno nella misura in cui dentro di noi c’è una capacità di iniziativa che si rinnova di giorno in giorno con decisione e affezione.
decisione e affezione, che non coincide con l’elaborazione di iniziative ma con un at- teggiamento interiore, fatto di scelta interiore, di decisione spirituale e fatto di profondo affetto alla nostra vocazione. la nostra missione a volte rischia di logorarci e possiamo superare questo rischio non guardandola da lontano, non sopportandola, ma rinnovan- do l’iniziativa, rinnovando la decisione di un affetto alla missione che ci è affidata, alla missione “concreta” che in questo momento ci è affidata.
il questo senso è necessario che il prete sia uomo festivo. perché nella festa e nella festa del signore e con il signore tutti gli uomini - anche quelli che forse non aderiranno alla nostra comunità - possano ritrovare il senso e il significato della loro vita in un tempo che cambia.
 
Dall’omelia del Vescovo Francesco alla Messa Crismale Giovedì Santo 2017
 
 
 
 
 
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