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7 aprile - Il Vescovo ha aperto la fase diocesana del processo di beatificazione di Giulia Gabrieli







Domenica 3 marzo sarebbe stato il ventiduesimo compleanno di Giulia Gabrieli. In quel giorno, parenti e amici si sono ritrovati nel Santuario della Madonna dei campi a Stezzano, luogo molto caro a Giulia, per celebrare insieme l’eucarestia. Il Vangelo quel giorno, ci riconsegnava il celebre monito sapienziale per cui ogni albero si riconosce dai suoi frutti: «ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene» (cf. Lc 6, 39-45).
 
Mi è sembrata un’immagine preziosa per quanto stiamo vivendo: l’albero della Chiesa, nella sua millenaria storia, con i suoi grossi rami e la sua corteccia un po’ nodosa -ma con la linfa sempre fresca che vi scorre all’interno – continua a portare frutti buoni. Questi sono i santi: uomini e donne che nella loro storia si sono lasciati affascinare dal Vangelo, hanno incontrato il Signore dando luogo nella loro vita al capolavoro mirabile della libertà e della Grazia. Di questi frutti ce ne sono tanti, più di quanto siamo disposti a riconoscere, nelle pieghe discrete e quotidiane delle nostra storia. Ce ne sono alcuni tuttavia, che la Chiesa quasi sente l’esigenza di mostrare con maggior forza, come l’albero che mostra, fiero, i frutti più belli.
 
Giulia è uno di questi: già qualche mese fa il Vescovo, raccogliendo la testimonianza di una diffusa fama di santità nata durante e dopo la vita di Giulia, aveva indicato la possibilità di avviare la causa di beatificazione. Dopo i primi passi per verificarne la fattibilità, domenica 7 aprile la Chiesa di Bergamo darà inizio ufficiale alla fase diocesana del processo di beatificazione: alle 20.30 nel Santuario di Stezzano, il vescovo Francesco presiederà un momento di preghiera all’interno del quale verranno letti il nulla osta concesso dalla Santa Sede e le nomine dei componenti del Tribunale diocesano e di coloro che si occuperanno della causa con i rispettivi giuramenti.
 
In questa prima fase l’obiettivo è quello di raccogliere tutta la documentazione volta a dimostrare l’esercizio “eroico” delle virtù da parte della serva di Dio. In primo luogo sono stati già raccolti gli scritti editi di Giulia che verranno esaminati dai teologi censori, i quali, oltre a tracciare un profilo spirituale, per come emerge dagli scritti, controlleranno che non vi sia in essi niente di contrario alla fede e alla morale cattolica. Una seconda tipologia di fonti riguarda ogni tipo di documento concernente Giulia e anche quanto è nato attorno a lei, come la fondazione «con giulia» e le sue attività. Tale grande lavoro di raccolta è fatto dalla Commissione storica che, alla fine, dovrà stendere a sua volta una relazione documentata a riguardo. Un ultimo grande insieme di materiale è infine composto dalle molte testimonianze delle persone che l’hanno conosciuta che avranno modo di essere interrogate dal Tribunale ecclesiastico.
 
Al termine della fase diocesana tutto il materiale raccolto verrà inviato a Roma, presso la Congregazione delle Cause dei Santi, per essere a sua volta analizzato dalle persone incaricate. Il lavoro che ci sta davanti è lungo e chiede di essere svolto con accuratezza e precisione. Non vuole essere una mera complicazione burocratica che toglie freschezza alla testimonianza della santità, ma è il modo concreto scelto dalla Chiesa per garantire l’autenticità della testimonianza facendo in modo sia che non vada persa, sia che possa essere poi goduta con tutta la profondità e la verità che merita.
(Don Mattia Tomasoni - Vice Postulatore)
 
 
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