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Papa Giovanni XXIII nel 2018 "Torna a Bergamo"







Papa Francesco ha fatto sapere, tramite la Segreteria di Stato, di accogliere benevolmente la richiesta presentata dal Vescovo mons. Francesco Beschi, che Papa Giovanni XXIII “torni a Bergamo”.
 
L’annuncio è stato dato questa mattina, martedì 27 giugno, presso la Curia di Bergamo.
 
Non si conoscono ancora i dettagli e la data precisa. Si presume che possa essere in occasione del 3 giugno del prossimo anno, giorno anniversario della morte. L’urna con il corpo del Santo Papa Buono giungerebbe in città e a Sotto il Monte per qualche giorno.
 
Papa Roncalli torna a Bergamo nel 60mo anniversario della sua elezione a Pontefice (avvenuta il 28 ottobre 1958), nel 55mo anniversario dell’Enciclica “Pacem in Terris” (11 aprile 1963) e della sua morte (3 giugno 1963).
 
La nostra diocesi ricorda poi quest’anno il 50mo del nuovo Seminario Vescovile, intitolato proprio a Papa Giovanni e da lui voluto e sostenuto. Ne seguì personalmente la costruzione tramite il bergamasco Cardinale Gustavo Testa.
 
All’ingresso del Seminario, il maestro Attilio Nani (che aveva disegnato la Tiara regalata al Papa dai Bergamaschi), aveva immaginato in un grande affresco che Papa Giovanni XXIII arrivasse a Bergamo a inaugurarlo.
 
Il desiderio che Papa Giovanni XXIII tornasse nella sua terra natale - oltre che espresso dallo stesso Pontefice confidenzialmente in più occasioni – è stato più volte manifestato da tanti fedeli al parroco di Sotto il Monte che lo ha raccolto ed è stato presentato a Papa Francesco insieme alla richiesta formale della diocesi.
 
Il Vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi, ha così commentato:
Ringraziamo Papa Francesco per questo gesto di amore paterno nei confronti della nostra Diocesi di Bergamo. È per noi una gioia grande e una grazia speciale. Pensare al santo Papa Giovanni XXIII che torna nella sua terra, mi ha fatto ricordare quanto lui disse, pochi mesi dopo l’elezione a Pontefice, in un’udienza ad un gruppo di bergamaschi: “Vi esorto a progredire sempre nella bontà, nella virtù, nella generosità, affinché i Bergamaschi siano sempre degni di Bergamo”. La sua presenza interpellerà la nostra Chiesa e la nostra società. Scriveva mons. Roncalli ai familiari il 26 novembre 1930: “Da quando sono uscito di casa ho letto molto libri e imparato molte cose che voi non potevate insegnarmi. Ma quelle cose che ho appreso da voi sono ancora le più preziose e importanti; sorreggono e danno calore alle molte altre che appresi in seguito, in tanti e tanti anni”. Da queste profonde radici bergamasche fiorisce la sua preferenza – mostrata al mondo da Papa - a guardare gli aspetti positivi, più che a quelli negativi e a considerare, nei rapporti con gli altri, ciò che unisce più di che ciò che divide. Una bergamaschicità che determina la sua umanità e la sua spiritualità e diventa pazienza nelle difficoltà, sobrietà nell’uso delle cose, costanza e fiducia. La stessa bergamaschicità che generava serena concordia nella numerosa patriarcale famiglia dei Roncalli, con la disponibilità a condividere con i più poveri quel poco che si aveva. Era la “scuola del cortile” che insegnava a guardare la vita e il futuro con ottimismo e a considerare le persone con stima e fiducia. Guardando a questo frutto della nostra terra, siamo stimolati a ritornare alle nostre radici e soprattutto a rinnovare quella medesima linfa di grazia che ci unisce a lui.
 
Nelle prossime settimane si studieranno i dettagli organizzativi con la Santa Sede che verranno poi resi noti attraverso comunicati stampa e tramite il sito.
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